Corte suprema USA: bocciati i dazi IEEPA
02/03/2026
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Lo scorso 20 febbraio la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato i dazi reciproci introdotti il 2 aprile 2025 (c.d. Liberation Day). Con sei voti a favore e soltanto tre contrari, la sentenza ha dichiarato illegittime le tariffe introdotte sulla base dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA, del 1997), sostenendo che la presidenza Trump ha violato la Costituzione USA, imponendo unilateralmente nuove tariffe nei confronti dei partner commerciali. Tale norma autorizza alcune misure eccezionali per far fronte a una situazione di emergenza nazionale. Secondo la sentenza, il Presidente USA non avrebbe potuto fare ricorso a questa norma per adottare nuovi dazi doganali, poiché la Costituzione americana riserva al Congresso la competenza esclusiva in materia.
Secondo gli economisti, le tariffe IEEPA hanno rappresentato un introito di 175 miliardi di dollari nel solo anno 2025, dazi che potrebbero essere oggetto di rimborso. La sentenza non si è pronunciata su eventuali restituzioni, lasciando in sospeso il destino degli operatori che hanno versato i dazi.
A seguito della sentenza della Corte Suprema, il 23 febbraio 2026 la U.S. Customs and Border Protection (CBP), con CSMS n. 67834313, ha annunciato l’applicazione dell’ordine esecutivo del 20 febbraio scorso, che pone fine alla riscossione dei dazi IEEPA.
Lo stesso giorno, la Casa Bianca ha adottato un nuovo dazio aggiuntivo del 10% su tutti i prodotti importati negli USA, utilizzando una diversa base giuridica, rappresentata dalla sezione 122 del Trade Act del 1974, uno strumento normativo previsto per la correzione degli squilibri della bilancia dei pagamenti. Con un post pubblicato il 21 febbraio 2026 sulla piattaforma Truth, il Presidente Donald Trump ha annunciato l’innalzamento della nuova tariffa generale dal 10% al 15%.
Il nuovo dazio, in vigore dalle ore 00:01 del 24 febbraio, dovrà cessare allo scadere dei 150 giorni, termine massimo previsto dalla sezione 122, salvo approvazione del Congresso.
È prevista un’importante esenzione per le merci in transito, restano, infatti, esclusi i beni caricati prima dell’entrata in vigore del nuovo dazio (ore 00:01 del 24 febbraio) e introdotti negli Stati Uniti entro il 28 febbraio.
La decisione della Corte Suprema statunitense ha travolto anche gli accordi commerciali stipulati nel secondo semestre del 2025. L’Unione europea risulta uno dei partner commerciali maggiormente colpiti dalla nova ondata di dazi. Le aziende esportatrici europee non beneficeranno più del tetto massimo previsto dall’accordo raggiunto con Washington il 27 luglio. Il nuovo dazio del 15% si andrebbe a sommare, infatti, alle tariffe MFN già esistenti, determinando un incremento medio stimato pari a 0,8 punti percentuali.
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