La Convenzione ONU sui Documenti di Carico Negoziabili: una nuova era per il commercio globale
08/05/2026
Rubrica a cura dello Studio Legale Mordiglia, Genova-Milano - www.mordiglia.it -mail@mordiglia.it
Il 16 dicembre 2025, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la Convenzione delle Nazioni Unite sui Documenti di Carico Negoziabili (Convenzione NCD), un atto destinato a rivoluzionare il quadro giuridico del commercio internazionale. L’obiettivo primario della Convenzione è quello di facilitare gli scambi a livello globale, creando una struttura legale completa per l’utilizzo di documenti di carico negoziabili. La novità fondamentale consiste nell’estendere il concetto e i benefici tipici delle polizze di carico marittime a tutte le modalità di trasporto, includendo quello stradale, ferroviario, aereo e multimodale.
Fino ad oggi, la polizza di carico era l’unico documento negoziabile universalmente riconosciuto nel commercio internazionale, in grado di rappresentare un titolo di proprietà sulla merce. I documenti utilizzati in altre modalità di trasporto non offrivano una funzione di negoziabilità mentre le merci erano in transito. La Convenzione NCD interviene per colmare questa lacuna, operando come un quadro giuridico che si affianca ai regimi legali e alle convenzioni di trasporto esistenti, senza interferire con i diritti e gli obblighi delle parti previsti da tali normative.
Le finalità della Convenzione sono molteplici e interconnesse, mirando a una modernizzazione complessiva delle pratiche commerciali. Innanzitutto, fornisce un quadro normativo coerente e unificato che definisce cosa sia un documento di carico negoziabile (NCD), come venga creato e utilizzato, garantendo così uniformità a livello internazionale. Questa standardizzazione apre nuove opportunità per il finanziamento del commercio, poiché gli NCD possono essere utilizzati come garanzia (collaterale). Un aspetto cruciale è l’abilitazione all’uso di NCD in formato elettronico (eNCDs), a cui viene conferita piena equivalenza giuridica rispetto ai corrispettivi cartacei, con l’obiettivo di ridurre la documentazione fisica e aumentare l’efficienza, la trasparenza e l’accessibilità dei processi. La Convenzione si distingue anche per la sua flessibilità, potendo essere applicata non solo all’inizio di un’operazione commerciale, ma anche durante il suo svolgimento. Grazie a queste caratteristiche, la normativa mira a facilitare il commercio, incentivandolo in particolare nelle regioni in via di sviluppo e in quelle prive di sbocco sul mare.
Il gruppo di lavoro VI dell’UNCITRAL (Commissione delle Nazioni Unite per il Diritto Commerciale Internazionale) ha curato lo sviluppo della Convenzione negli ultimi tre anni, raccogliendo feedback e consultando gli operatori del settore. L’obiettivo è raggiungere almeno 10 firmatari in occasione della cerimonia di firma prevista ad Accra, in Ghana, nell’estate del 2026.
L’adozione e l’efficacia pratica della Convenzione dipenderanno in larga misura da un’ampia adesione da parte degli Stati. Un’adozione frammentata potrebbe generare incertezze e potenziali conflitti di giurisdizione (c.d. “forum shopping”), specialmente in caso di controversie sul titolo di possesso delle merci tra parti operanti in Stati firmatari e non firmatari. L’esperienza derivante da iniziative simili, come l’Electronic Trade Documents Act 2023 nel Regno Unito, dimostra che, senza un utilizzo uniforme delle piattaforme digitali, il processo di transizione verso la piena digitalizzazione richiede tempo.
Gli esperti del settore guardano con interesse a questa innovazione, che promette di modernizzare e snellire le complesse procedure del trasporto merci. Sebbene l’implementazione richiederà uno sforzo coordinato a livello globale, la Convenzione NCD pone le basi per un sistema commerciale più integrato, efficiente e accessibile, allineando le pratiche legali alle opportunità offerte dalla tecnologia digitale.
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