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Porto di Genova: un accordo per ottimizzare l'organizzazione portuale

15/05/2018

Porto di Genova: un accordo per ottimizzare l'organizzazione portuale

Anche Assagenti è firmataria del protocollo d'intesa tra le istituzioni e le categorie portuali per costruire un modello operativo che sia più in linea con l'organizzazione richiesta dalle grandi navi che portano più container concentrati in meno toccate. L'accordo è stato siglato durante i lavori dell'Assemblea Pubblica di Spediporto il 14 maggio, i firmatari sono Regione Liguria, Comune, Autorità di sistema portuale del Mar ligure occidentale, Confindustria Genova, Spediporto, Assagenti, e i rappresentanti delle imprese di autotrasporto: Confartigianato Trasporti, Cna-Fita, Fai-Conftrasporti e Trasportounito

Il commento del presidente Alberto Banchero a margine della firma: 

Gli scali della sponda Nord del Mediteranno si trovano oggi nella condizione di poter cogliere un'opportunità nuova rispetto al passato e di poter sfruttare a proprio vantaggio le condizioni create dall'evoluzione del mercato dei traffici containerizzati, in particolare dallo slow steaming e dall'aumento della capacità di stiva, che ha dilatato i tempi di transito delle rotte marittime, stravolgendo l'intera catena logistica sia dell'industria sia della grande distribuzione. Oggi aree geografiche da sempre voltate a Nord iniziano a girare la testa a Sud, attirate da uno "sconto" sui transit time dei volumi di traffico che passano da Suez.
Si tratta di un vantaggio competitivo che abbiamo la responsabilità di valorizzare al meglio, identificando forme di collaborazione tra operatori e pubbliche amministrazioni per combattere un eccessivo peso burocratico e ammodernare i sistemi di trasmissione delle informazioni necessarie a garantire un più fluido transito delle merci verso le aree di destinazione finale.
Assistiamo in questo periodo storico allo stravolgimento di interi settori economici per mano di tecnologie distruptive. Quello che queste tecnologie impongono è un'attività intellettuale diversa rispetto al passato, volta a ripensarsi e innovarsi, nella consapevolezza che se non sarai tu, motore del tuo cambiamento, qualcun altro lo farà per te.
Lo shipping è un settore che è rimasto pressoché invariato per centinaia di anni: i contratti tra le parti si basano ancora sulla "tecnologia" dei charter party, nome che deriva dal latino carta partita per la pratica in uso di dividere il documento affinché ciascuna delle parti potesse conservarne un pezzo.
Ritengo che questa dichiarazione di intenti vada finalmente nella direzione che i tempi moderni impongono: confermo pertanto la piena sottoscrizione della categoria che rappresento e l'impegno a perseguirne gli obiettivi.         

Alberto Banchero